30. L'integrazione del dissenso religioso: gli ordini mendicanti.

   Da: G. Tabacco-G. G. Merlo, Medioevo. quinto-quindicesimo
secolo, Il Mulino, Bologna, 1989

 In questo breve sunto Giovanni Tabacco e Grado Giovanni Merlo
delineano e confrontano i caratteri dei due ordini, domenicani e
francescani, nati da movimenti evangelici e pauperistici contigui
a quelli eretici, ma rimasti nell'alveo della Chiesa, e da questa
incanalati e poi destinati proprio alla repressione di quel
dissenso religioso a cui erano originariamente vicini.


   Il papato di Innocenzo terzo si caratterizza, da un lato, per
l'inasprimento della lotta anticlericale, e, d'altro lato, per una
spiccata attenzione a collocare all'interno dell'ordinamento
ecclesiastico i movimenti spontaneamente organizzatisi,
istituzionalizzando le eterogenee esperienze che via via si
manifestavano nella cristianit, secondo un disegno che tendeva a
ricondurle nell'ambito delle correnti monastiche e canonicali gi
consolidate. Eppure nacquero ordini religiosi del tutto originali:
gli ordini mendicanti. Mendicanti perch traevano le loro risorse
economiche quasi esclusivamente dalle offerte dei fedeli piuttosto
che dai redditi derivanti dallo sfruttamento di propriet
fondiarie e dall'esercizio di diritti signorili. Una prima novit
istituzionale dunque che, diversamente da quanto avveniva per i
pi antichi monasteri e canoniche, strutturalmente sottraeva gli
ordini di recente costituzione alla concorrenza con gli altri
centri di potere economico e politico locale. Poveri non furono
pi soltanto i religiosi, bens gli stessi enti od ordini a cui
appartenevano. Nonostante questi elementi comuni, le esperienze da
cui originarono i vari ordini sono diverse.
   L'ordine dei frati Predicatori deriva da Domenico di Caleruega,
localit della diocesi di Osma in Castiglia, un canonico che
nell'intima collaborazione con il vescovo di Tolosa, davanti al
pericolo cataro, specializza se stesso e i suoi primi compagni
nella predicazione antiereticale, svolta per integrare le carenze
dei quadri diocesani circa l'annuncio del Vangelo. L'espansione
della comunit domenicana, sostenuta dal papato e da uomini di
curia, avviene verso la fine degli anni venti del secolo
tredicesimo in direzione delle sedi culturali pi prestigiose,
Bologna e Parigi, e del centro stesso della cristianit, Roma: poi
rapidamente dappertutto nell'Europa cattolica. L'ordine dei frati
Minori ha il suo riferimento storico in Francesco d'Assisi. Figlio
di mercante, nei primi anni del Duecento - quasi
contemporaneamente all'opera di Domenico -, si dedica ad una vita
di povert, penitenza, contemplazione e predicazione. A
trasformarne le prospettive esistenziali fu l'incontro con i
lebbrosi che signific l'incontro con il Cristo, con il Vangelo
inteso come totale ribaltamento della logica delle umane cose e
come scelta degli ultimi. La fede nell'eucarestia, che sulla
terra rinnova la presenza reale del Cristo, gli fece compiere una
consapevole scelta ordodossa, cattolico-romana. Il sacerdote,
essendo l'unico che possa consacrare il corpus Christi, perci va
rispettato e accettato, indipendentemente dalla sua condotta etica
personale. Era una posizione nettamente contrapposta a quella
ereticale che nella dignit e santit del sacerdote individuava la
condizione per l'efficacia dei sacramenti e della testimonianza di
fede in Dio. I seguaci di Francesco crebbero a dismisura in pochi
anni. L'esperienza, accolta e definita nei suoi termini
istituzionali dal crescente intervento della sede apostolica, and
via via modificandosi. Francesco stesso, ben prima di morire
(1226), si trov davanti a un organismo estraneo alle sue
spirituali inclinazioni e al primitivo programma. All'interno
dell'ordine dei frati Minori permase, per tutto il secolo
tredicesimo e oltre, questa tensione tra il privilegiamento
dell'originalit della testimonianza di Francesco, da riproporre
fedelmente e costantemente, e l'adeguamento ai processi di
conventualizzazione e chiericalizzazione, gi iniziatisi mentre il
poverello era in vita.
   Parallelamente alla vicenda di Predicatori e Minori o in modo
simile, molti altri gruppi si strutturavano in religiones -
eremiti del Carmelo e di Sant'Agostino, brettinesi,
giambonini, serviti, saccati -, mentre si moltiplicavano in
varie parti d'Europa gli individui che irregolarmente
conducevano una vita religiosa mendicante: trutanni, beghine,
begardi, scolari, religiosi girovaghi. Il concilio lionese
secondo del 1274 pose un freno a fenomeni che rischiavano di
sfuggire al controllo delle gerarchie ecclesiastiche: sacrific le
esperienze religiose marginali a favore soprattutto di
francescani e domenicani di cui fu riconosciuta l'alta funzione
nel corpo ecclesiastico, lasciando in vita pure carmelitani e
agostiniani.
   L'impegno romano di disciplinamento di ogni forma di
sperimentazione religiosa aveva come contestuale corrispondenza
l'affinamento degli strumenti di repressione antiereticale. Tra
gli anni venti e quaranta del secolo tredicesimo Federico secondo,
per cercare l'accordo con la chiesa di Roma e dietro richiesta del
papato, eman una compiuta legislazione contro gli eretici, che
accoglieva le norme previste in precedenti decretali pontificie
[lettere pontificie che assumevano valore di norma canonica], e
nel 1231-1232 Gregorio nono precis le prerogative dell'ufficio
inquisitoriale, sempre pi spesso affidato a delegati papali per
finire istituzionalmente nelle mani di Predicatori e Minori,
operanti a nome della sede apostolica nella ricerca capillare, nel
giudizio e nella condanna degli eterodossi. Una ben straordinaria
metamorfosi dunque dei figli di Francesco che in perfetta umilt
aveva affermato di non voler essere un carnifex ad percutiendum
et flagellandum, sicut potestas huius seculi [carnefice atto a
percuotere e flagellare, come suole fare il potere secolare]!.
